E tu che mostro sei?

E tu che mostro sei?

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Dopo pochi giorni dall’avvento di streghe e stregoni, zucche (zucconi) vampiri e mostri di ogni genere… eccoci qua nuovamente nei nostri abiti quotidiani. Qualcuno sarà ora davanti ad un pc, qualcun altro chino sui libri per il prossimo esame (o la prossima interrogazione)… immagino ben pochi siano in questo momento alle prese con una pozione a base di ali di pipistrello e bava di lumaca. …E voi? Siete usciti indenni dai vostri mostruosi panni Halloweeniani?

Per quanto si possa polemizzare sul carattere commerciale o sulla non italianità di questa ricorrenza, il suo fascino resta ormai innegabile..

Possiamo confermarvelo anche noi di Informabus che eravamo presenti alla consueta festa organizzata dal Gulliver all’Università di Ingegneria: un tutto esaurito di mostri e mostriciattoli danzanti, cadaveri in ottima forma e vampiri festanti… divertimento assicurato!!

Ma da dove nasce questa tradizione?

Come molti di voi sapranno si tratta di una festa molto antica, che ha le sue origini nella cultura celtica. Per i celti infatti l’anno terminava il 31 ottobre, aprendo le porte ai mesi bui della stagione invernale. In questa data si celebrava quindi quella che era la festa più importante dell’anno, dedicata a Samhain: signore della morte e principe delle tenebre che chiamava a sé tutti gli spiriti dei defunti. Una celebrazione che serviva per esorcizzare antiche paure, e per celebrare l’incontro tra il mondo visibile e quello invisibile. Un incontro sacro che precedeva i lunghi mesi invernali, in cui ci si preparava a stare al chiuso, godendo del raccolto precedente, e raccontando storie.

Oggi, dopo più di 2000 anni, il mondo è decisamente cambiato.. l’invisibile probabilmente ci interessa meno, anche perché siamo già abbastanza impegnati in tutto ciò che è quotidiano e perfettamente visibile. Parliamoci chiaro: queste storie di fantasmi sono roba superata! Del resto solo i bambini hanno paura del buio da quando è stata inventata la luce elettrica! E se le streghe esistessero non se ne andrebbero certo in giro sulla scopa: un mezzo che al momento risulta decisamente poco trendy.

Ma allora perché ci piace tanto sfoggiare cappelli neri a punta e occhiaie stile zio Fester almeno una notte all’anno? A quanto pare l’incontro con l’oscurità continua ad avere il suo fascino…

Perché secondo voi?

Uno di quei tizi che di tanto in tanto amiamo citare diceva: nell’impossibilità di poterci vedere chiaro, almeno vediamo chiaramente le oscurità!” Questo tizio si chiamava Freud. Anche lui è un po’ retrò ormai… eppure forse non ha tutti i torti. Sarà che un po’ di questa oscurità ce la portiamo dietro nonostante tutte le lampadine accese? L’oscurità di una paura, di un’emozione che non ci piace e non sappiamo esprimere, di un disagio a cui ancora non abbiamo dato un nome, di una vocina che di tanto in tanto sembra ricordarci di ascoltarci un po’ più a fondo, perché dentro di noi ci sono ancora molte “zone oscure” o inesplorate. E allora Halloween forse è un momento per fare amicizia con quei mostriciattoli che abitano le nostre zone oscure, esorcizzando le paure in modo creativo e divertente… E, se così è, (tanto per tornare ai nostri temi) ci sembra anche un buon modo per fare prevenzione.. a patto ovviamente di starci con la zucca!!

Allora care streghe e cari stregoni in incognito, in attesa che sfoderiate nuovamente le vostre scope ultimo modello, vi aspettiamo sul camper!!!

Articolo scritto da Chiara Crocianelli operatrice Informabus

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