Come stanno gli adolescenti oggi?

Proviamo a dare una risposta dando un occhiata al “Rapporto di Ricerca sulla diffusione dei comportamenti a rischio fra gli studenti delle scuole superiori di secondo grado” pubblicato lo scorso 14 dicembre da Espad – il più grande progetto di ricerca transnazionale sui comportamenti d’uso di alcol, tabacco e sostanze psicotrope degli adolescenti  – e coordinato dall’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche. I risultati parlano chiaro: i due anni di pandemia vissuti fra Dad e lockdown hanno lasciato un segno preciso e ben visibile in pattern di comportamento mai visti in precedenza sugli studenti e le studentesse di età compresa tra i 15 e i 19 anni.

Il Rapporto ha coinvolto 12.406 studenti delle scuole secondarie di secondo grado italiane, esplorando una vasta gamma di comportamenti a rischio. Ne emerge una fotografia dettagliata e attuale di ciò che sta accadendo ai giovanissimi: sempre più connessi eppure sempre più isolati, insoddisfatti e propensi al “rischio”. Il dato che più colpisce, si legge nella prefazione dello studio, “è quello relativo alle giovanissime studentesse che per la prima volta superano nei consumi di molte sostanze psicoattive i coetanei”. Non solo: il 2022 ha anche confermato il sorpasso femminile rispetto alle intossicazioni alcoliche, oltre che nel consumo di psicofarmaci senza prescrizione medica. Nel corso del 2022, le prevalenze femminili di consumo di psicofarmaci nell’anno raggiungono il punto più alto mai registrato (15%). Una componente di genere precisa che indica un’altrettanta specifica evidenza: le ragazze stanno peggio.

Le relazioni aiutano a capire chi si è e, in una fase cruciale come quella dell’adolescenza, assurgono al ruolo fondamentale di “strumento” per scoprire il mondo oltre il nucleo familiare. Ciò nonostante, il 37% degli studenti coinvolti nello studio afferma di aver avuto gravi problemi nel rapporto con i propri amici, soprattutto le ragazze (41%). Non va meglio sul fronte genitoriale. Un terzo degli studenti ha avuto gravi problemi nel rapporto con i propri genitori e, a pagarne il prezzo più alto, sono ancora una volta le ragazze: il 40% non ha un rapporto sereno con la propria famiglia né con gli insegnanti (33% rispetto al 29% dei ragazzi). Relazioni poco distese incidono sul livello di soddisfazione verso sé stessi che, infatti, a partire dal 2011, si è ridotto: la percentuale di studenti che afferma di essere “soddisfatto” o “molto soddisfatto di sé” passa dal 74% al 58%. Tale riduzione risulta ancora particolarmente marcata tra le ragazze (41%), soprattutto in seguito alla pandemia da Covid-19.

Il consumo di tabacco – affermano i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità -rappresenta una delle maggiori cause di mortalità prevenibile a livello globale. Come emerge dal Rapporto Espad-Cnr, “è proprio nel periodo dell’adolescenza che molti individui approcciano il fumo di sigaretta e possono gettare le basi per l’avvio di un’abitudine comportamentale che, con elevata frequenza, assume i contorni di una dipendenza vera e propria da nicotina”.

Nel 2022 sono quasi 1,2 milioni i ragazzi che hanno riferito di aver fumato sigarette tradizionali almeno una volta nella vita (47%), tipologia di consumo che risulta più diffusa tra le ragazze (52% rispetto al 42% dei coetanei).  Il 58% di chi ha fumato almeno una volta nella vita riporta di aver provato il tabacco a 14 anni o prima, il 40% tra i 15 e i 17 anni e solo il 2,6% lo ha fatto una volta raggiunta la maggiore età.

Intossicazioni (bere fino al punto di avere difficoltà nel parlare, problemi di equilibrio e spesso perdita della memoria dell’accaduto) e binge drinking (ovvero l’assunzione di 5 o più bevute in un breve arco di tempo) sono i pattern di consumo eccessivo di alcol che il Rapporto rileva tra gli adolescenti.

Quasi 1 milione di studenti, il 40% del totale, ha sperimentato almeno una volta questi effetti. Le ragazze mostrano percentuali superiori di consumo in tutte le categorie. Come i consumi di alcol più in generale, anche la prevalenza delle ubriacature nell’ultimo anno risulta in aumento. Nei ragazzi, la percentuale non è ancora arrivata a livelli pre-pandemia mentre per le ragazze si raggiunge il valore più alto mai registrato (34,8%). Già negli scorsi anni le differenze di genere si erano assottigliate e, nell’ultimo triennio, le prevalenze femminili hanno superato quelle maschili.

Le relazioni online soppiantano quelle offline, ma il web non è comunque considerato un posto sicuro: nel 2022 il 47% degli studenti è stato vittima di cyberbullismo, quota che equivale a oltre 1 milione di 15-19enni. In particolare, a partire dal 2020, si osserva una maggiore percentuale di ragazze che afferma di essere stata vittima di cyberbullismo. Inoltre, se nel 2022 si osserva una sostanziale stabilizzazione delle percentuali maschili, quelle femminili risultano, se pur di poco, aumentate: le ragazze costituiscono la maggior parte delle vittime in tutte le età prese in considerazione.

Nel 2022, infatti, quasi il 22% afferma di essersi isolato per un periodo di tempo senza andare a scuola e/o vedere nessuno, con quote più elevate tra le ragazze (25% rispetto al 19% dei ragazzi). Il 9,3% dei 15-19enni ha invece riferito che, pur non essendosi mai isolato, avrebbe voluto farlo.

Insomma abbiamo un bel da fare; che ne pensate? Scriveteci o venite a trovarci sul camper!


Sex Education

Questa volta vi parleremo di una serie tv, ma non una a caso tra le innumerevoli che popolano la rete, ma di una che tratta gran parte dei temi di cui si occupa, da più di 15 anni ormai, l’Unità di Strada Informabus: amore, sessualità, malattie sessualmente trasmissibili, identità di genere, autoerotismo, pornografia, contraccezione, pillola del giorno dopo, interruzioni di gravidanza, rispetto, amicizia, rapporti coi genitori, bullismo, scuola, dipendenze, identità di genere, bisessualità, omosessualità..


Stiamo parlando di Sex Education, la serie che ci mostrano il mondo degli adolescenti e della loro sessualità in maniera inedita, con concretezza e realismo ma, al tempo stesso, leggerezza e ironia. Nei sedici episodi finora usciti, divisi in due stagioni vengono messi in scena in modo sincero e ironico i dubbi e le insicurezze che colpiscono gli adolescenti durante le prime fasi di scoperta della propria sessualità.

La serie uscita in streaming a gennaio del 2019, ruota attorno alle vicende di Otis, un adolescente che, grazie alle conoscenze apprese dalla madre sessuologa, decide di aprire una clinica clandestina nel liceo che frequenta per offrire terapia sessuale ai compagni. Il sedicenne Otis frequenta l’Istituto Moordale insieme al suo migliore amico Eric; un giorno si ritrova a parlare con Adam, un compagno di scuola nonché figlio del preside con problemi eiaculatori il quale, grazie ai consigli di Otis, riesce ad avere un rapporto completo con la sua ragazza, Aimee. Di seguito a ciò Maeve, un’amica di Aimee, comprende le abilità terapeutiche di Otis e gli propone di diventare il «terapista sessuale» degli studenti della Moordale, previo pagamento. Così comincia l’avventura da sessuologo di Otis che, insieme con Maeve ed Eric, costituisce il fulcro delle relazioni del Moordale.

Il messaggio veicolato da Sex Education, che noi sottoscriviamo al 100%, tant’è che potrebbe essere uno slogan del servizio Informabus, è che non esistono domande stupide o troppo imbarazzanti, la sessualità va affrontata senza timori e chiedendo l’aiuto di un esperto quando necessario, poiché “se non si fa attenzione, il sesso può distruggere vite”.


Estate anconetana

Dopo gli scorsi mesi difficili di lockdown finalmente da qualche tempo si può uscire, anche se con cautele e precauzioni. Non è facilissimo per gli esercenti, nè per i clienti rispettare le regole imposte dal governo per arginare il covid 19; se poi si litiga fino a venire alla mani, (e alle bottiglie anche…. solo perchè quella ragazza che ora sta con te prima stava con me, ed io ti guardo male, e tu mi guardi male…Litigare per le femmine, come gli animali, se poi l’alcol fa emergere la parte più bestiale… Come avrete capito stiamo parlando del fatto che nelle ultime settimane si sono verificate varie risse nella piazza principale della movida anconetana, piazza del Plebiscito.

Se si hanno tante energie da sfogare, dovute anche allo stress accumulato nei mesi scorsi, una bella giornata di mare è consigliata; oppure se non si è appagati e si vuole uscire, forse la sera meglio godersi una tranquilla serata all’aperto in compagnia, senza esagerare e non diventare molesti. Oppure è auspicabile approfittare del fatto che, quando ormai qualcuno pronosticava un’estate di lockdown, sono riprese anche tanti interessanti eventi come cinema all’aperto, concerti di vari generi musicali, teatro, incontri culturali… Insomma le possibilità per stare bene sono tante…Se volete ne parliamo una delle prossime sere nei pressi del camper dell’unità di strada Informabus!


Teste alte

Tempo di festività e tempo di vacanze. Giornate ricolme di cose da fare: regali, incontri con amici, partite a carte a casa di quello o di quell’altro, cene, pranzi, danze…uh mamma!
Per chi studia sono 2 settimane di stacco importanti, da investire in cose belle da condividere con i familiari e soprattutto con gli amici. C’è più tempo per poter stare insieme, per poter fare le cose con più calma. Una bella chiacchierata, che parte da un argomento e va a finire chissà dove. Che gusto. Questo è veramente salutare, godersi il tempo insieme, senza essere influenzati dall’orologio.
Magari lasciando anche un po’ a riposo il nostro fedele smartphone. Lasciarlo lì, in standby…avrà anche lui diritto ad un po’ di relax, no? Già, sarebbe bello riuscire a farne senza per un po’. Ormai guardiamo nei display ogni istante della giornata; notifica whatsapp, notifica facebook, notifica instagram, notifica sms (ormai in disuso), notifica snapchat…
Come si può stare inermi di fronte ad un’ esplosione di notifiche tra suoni e barre ricolme di icone? Non ce la facciamo perché ci sembra di perderci qualcosa, dobbiamo essere presenti, vivi virtualmente, con le dita pronte a digitare più caratteri possibili in poco tempo. L’attesa della risposta poi ora si è ridotta a pochi secondi. Qualcuno in più e già pensiamo “ma quanto ci mette?!”
E’ così, e per quanto se ne dica tutti ne siamo più o meno coinvolti. Allora come fare? E’ davvero troppo? Certo è che spesso si perdono tante cose a causa di un utilizzo esagerato dello smartphone: uno sguardo di una persona, un panorama, un sorriso ed è proprio un peccato perdersi queste cose.
Quindi compiti per le vacanze…gustarsi il tempo che si ha, TESTE ALTE e incrociare gli sguardi altrui. Siamo pronti a farlo? Dai poi ci raccontate come è andata quando salirete sul nostro camper!
Tanti auguri di buone Feste e occhio alle notifiche.. 🙂


Occhio AL COLore

Per la giornata di prevenzione alcologica…abbiamo fatto il pieno!! Di gente, s’intende…L’abbiamo chiamata occhio ALCOLore, con un gioco di parole che fa riferimento alle due componenti fondamentali della giornata. Perché alla prevenzione dell’abuso di alcol abbiamo aggiunto un po’ di creatività colorata, organizzando un contest di graffiti in piazza Roma. I lavori dei writers del centro sociale la Cupa hanno colorato la piazza in tutti gli angoli, con disegni interessanti sul tema della prevenzione alcologica. Una di queste opere verrà scelta come copertina del depliant che stiamo preparando per voi…dove troverete tutte le informazioni sui rischi fisici e legali dell’abuso di alcol! A noi piace farla anche così la prevenzione, dando spazio al divertimento sano, al gioco, all’arte, alla valorizzazione dei talenti creativi…Perché questo tipo di spazio ci permette di incontrarci, di stare bene, di condividere momenti positivi. Creare momenti aperti al divertimento creativo (che sia attraverso l’arte, lo sport, il gioco..) è qualcosa che ci fa crescere, che aiuta di uscire dalla monotonia del quotidiano, che stimola la scoperta di noi stessi e delle nostre capacità, e soprattutto che ci fa stare bene. E questo tipo di benessere è una forma di prevenzione molto importante. Perché spesso alla base dei comportamenti a rischio c’è la noia, la mancanza di stimoli, la sfiducia nella propria capacità di realizzare ciò che vorremmo e che ci fa stare bene, o la mancanza di consapevolezza su cosa realmente ci piacerebbe fare. Perché quando una cosa ci annoia, c’è poco da fare, andiamo automaticamente a cercare altro, e magari quello che troviamo è la prima cosa a portata di mano, che non sempre è la migliore o quella che fa per noi…e in alcuni casi è lo sballo facile del sabato sera. Ma anche qualche atto di bullismo o vandalismo (di cui si parla ora molto sui giornali locali) che certo non vogliamo qui giustificare, ma che forse potrebbe essere a volte contenuto dalla proposta di valvole di sfogo più costruttive, dalla creazione di spazi accoglienti e di ascolto, che possano essere più forti e incisivi degli spazi repressivi. Senza voler banalizzare le problematiche, sarebbe interessante provare insieme a trovare alternative, nella semplice consapevolezza che il bisogno di divertimento, di sfogo, di ascolto, di espressione libera, è un bisogno che non possiamo eliminare ma soltanto canalizzare verso strade positive, per quanto possibile e nel rispetto di tutti!! Ehm…ci siamo lasciati prendere la mano da elucubrazioni e riflessioni, si vede che a parlare col microfono in mezzo alla piazza ci avevamo preso gusto sabato!! In ogni caso…ci siamo divertiti. E ringraziamo ancora i graffitari per i loro bellissimi lavori, i ragazzi che hanno partecipato e ballato con i nostri dj…tutti quelli che sono venuti a raccontarci qualcosa sul camper sfidando i decibel assurdi della musica fuori e stipandosi tra le bombolette e le attrezzature dentro l’abitacolo. E anche tutti quelli che si sono sballati grazie ai nostri occhiali, ciondolando tra i birilli in mezzo alla piazza con il nostro gioco di simulazione “sballo alcolico”. E ovviamente l’Asur che era con noi insieme all’Unità di strada Il filo di Arianna. E se avete suggerimenti per i prossimi eventi, o nuove danze da mostrarci, vi aspettiamo come sempre sul nostro camper!!

C.C.


NOIAltri…

Che noia che barba che barba che noia…questa città non offre niente da fare…niente locali fichissimi…niente feste da sballo…niente feste anche poco sballanti…insomma che vita triste. Sembra l’incipit di una deprimente conversazione tra due giovani Emo (senza nulla togliere all’oscuro fascino delle lunghe frange e del nero che incombe sull’intero guardaroba). Potrebbe anche essere l’esclamazione di un sabato sera piovoso, passato davanti al bar del porto, con quei fantastici personaggi che sembrano abitare fuori dal tempo, lì sospesi da sempre e per sempre con le loro esilaranti gag. Ancora senza nulla togliere al cosiddetto Barì, che comunque è un posto in cui ti senti a casa, e ha sempre il suo perché, e del resto quando ti ritrovi lì ancora e ancora te lo chiedi…”ma perché”?

In realtà la barba e la noia (quella noia che ti affatica persino se non fai niente, e ti toglie anche la voglia di farti la barba se ce l’hai), sono probabilmente uno di quei leitmotiv anconetani a cui davvero si fatica a rinunciare. Come una cosa culturale, un intercalare di quelli ormai incastrati in un dialetto e che poi fanno anche simpatia. Come un’abitudine che magari a un certo punto ti stufa pure ma proprio non riesci a toglierla. Ecco una cosa così. No, non sto dicendo che gli anconetani sono culturalmente depressi o abituati alla tristezza cronica e al disfattismo.

Ci mancherebbe! Però forse, ma solo forse, un sottile gusto per la barba e la noia e la loro proclamazione si è insinuato un po’ nel mood collettivo. Beh, direte voi, anche se fosse, che problema c’è… la noia non è mica una malattia! C’è di peggio. In effetti non esistono neanche farmaci contemplati contro la noia. Però non ci capita di rado di sentire che molti comportamenti a rischio nascono proprio da lì. Perché alla fine, anche se magari l’espressione annoiata e sbuffante va un po’ di moda…fa un po’ Emo…ci sta a pennello con la sigaretta e lo sguardo da alternativo fuori dal sistema, di base annoiarsi resta una cosa tremendamente noiosa. E quel che è peggio, quando ti abitui a stare dentro quella nuvoletta grigia che è la noia, tendi a sentirtici un po’ a casa, e quasi non ci pensi più ad uscire, manco fosse una sabbia mobile o un gas ipnotico. E quando proprio non ne puoi più allora rischi magari di andare a smuovere il livello di endorfine con qualche cosa a caso. E con cosa a caso intendiamo anche sostanze stupefacenti, che spesso quando ti senti inghiottito dalla sabbia mobile barbosa, e senti di non avere scampo, possono sembrare l’antidoto più veloce e sicuro. E qui sono cavoli perché si rischia di sprofondare dalla padella alla brace. E se volessimo trovare un’alternativa alle sabbie mobili, nebbie, padelle, braci e barbe? Ci sarebbe qualche soluzione?? Beh come recita anche la nostra enciclopedia wikipedia, la noia nasce dalla ripetitività, dall’ozio, dal fare cose che non si confanno ai nostri desideri e inclinazioni, e questo potrebbe essere un punto di partenza interessante. Cambiare alcune abitudini potrebbe portarci con un piedino fuori dalla sabbia mobile. Ad esempio uscire in un posto diverso da quello che frequentiamo abitualmente continuando a ripetere che non c’è nulla di nuovo come se i locali avessero le gambe e potessero venire ad invitarci a casa probabilmente qualcosa c’è e non ci abbiamo nemmeno fatto caso!!  Ma esistono anche diverse droghe naturali che smuovono endorfine e che possono portarci a osservare il mondo con più entusiasmo! Alcuni esempi? La musica è una di queste, soprattutto se la suonate, o anche la accompagnate tamburellando con le dita o meglio ballando, basta poco!! Trovare qualcosa che vi fa ridere, ha un gran potere! E ancora mangiare il vostro piatto preferito, o della cioccolata (certo senza esagerare, ma il buon cibo è sempre un piacere!) E poi potete sempre fare sport, che è un altro metodo splendido per muovere sensazioni di piacere e benessere. Il sesso si aggiunge ovviamente alla lista.

E poi ci sono tutte quelle cose che dall’immersione nelle sabbie mobili non siete riusciti a vedere, e che fanno parte delle vostre inclinazioni, dei vostri desideri e se pensate di non averne, è solo perché vi siete dimenticati di cercarli! Poi fateci sapere cosa trovate di divertente e nuovo, noi vi aspettiamo sul camper!

C.C.


“Assumere” consapevolezza…

“Quella pasticca che mi ha rovinato la vita…”

E se…avessi agito diversamente…e se…avessi detto no…e se…avessi detto sì…Quante volte ci facciamo queste domande? Per qualcuno delle scelte hanno pesato più di altre. E’ stato così per Giorgia Benusiglio, che forse alcuni di voi avranno avuto il piacere di ascoltare o incontrare. A 17 anni Giorgia ha rischiato la vita per mezza pasticca di ecstasy. Per sei ore di sballo in discoteca si è ritrovata una settimana dopo in ospedale con un’epatite fulminante, e un’aspettativa di sei ore di vita.   La donatrice che l’ha salvata si chiama Alessandra, e lei non manca mai di ricordarla. Alessandra ha perso la vita in un incidente e il suo dono (il fegato) ha salvato Giorgia. Ciò che è seguito alle 17 ore di intervento non è stato facile. Il trapianto e le medicine l’hanno debilitata fino a farle perdere molti chili e darle numerosi effetti collaterali. “ Se sopravvivo andrò in giro per tutte le scuole a dire ai giovani che l’ecstasy è letale” diceva Giorgia nel reparto di terapia intensiva”. Oggi ha 33 anni, e dal 2007 la sua storia continua a fare il giro d’Italia, a grande richiesta da parte di insegnanti, genitori, operatori…E in effetti ascoltarla ci fa davvero riflettere!! Racconta con passione, ad una ad una, tutte le difficili sfide che si sono susseguite dopo quella notte da sballo: i dolori, le paure, il tumore all’utero, i sensi di colpa, la rinuncia al sogno di ballare…E poi seria aggiunge: “se pensate che sareste disposti a sopportare tutte queste conseguenze, provate pure…ma assumetevi la responsabilità di ciò che fate”. Non la mette per il sottile Giorgia, e sa di cosa parla perché la vita non le ha fatto sconti. E come a lei a molti altri ragazzi (di cui conosce nomi e cognomi) che per una sola pasticca hanno perso la vita o avuto conseguenze irreversibili. Giorgia non ha paura di mettersi a nudo, rispondere a provocazioni o domande di qualsiasi genere (dopo 8 anni di incontri, non c’è domanda a cui non abbia risposto). E, tra tanti, c’è sempre qualcuno che borbotta “beh, non esageriamo adesso, è stata sfortunata”. Ma l’insegnamento che Giorgia ci propone è prezioso: “assumetevi la responsabilità di quello che fate, e la consapevolezza dei rischi che comporta ”. Certo, la responsabilità può sembrare davvero una gran rottura di scatole. Poi se ci aggiungiamo lo spauracchio dell’errore fatale figuriamoci. Ma se la guardiamo da un altro punto di vista la questione appare più piacevole: nell’imprevedibilità della vita ci sono molti momenti in cui noi possiamo comunque scegliere. E quella scelta è nostra e nessuno ce la può togliere, e per di più nessuno ha il diritto di giudicarla! (Salvo che non vada contro altri o contro la legge). Non è fantastico? …E allora via alla libertà sfrenata? Non esattamente. Alla meravigliosa leggerezza della libertà corrisponde il “peso” della responsabilità (che poi è anche la forza di sostenere una decisione presa), di qui non si scappa. E visto che i rischi delle nostre azioni ce li dobbiamo assumere noi, tanto vale informarsi (e se si parla di sostanze noi siamo a disposizione)…e soprattutto smettere (se mai lo abbiamo fatto) di scegliere con la testa degli altri e/o per far piacere agli altri. Sarebbe come tatuarci un fantastico tribale in faccia perché è davvero troppo fico (secondo i nostri amici super alternativi) per poi sentirci degli idioti tutta la vita guardandoci allo specchio! Meglio pensarci prima no? E se una volta o l’altra ci dovessimo comunque sbagliare nelle nostre scelte…anche con tutte le migliori intenzioni?  Beh, una volta prevenuto ciò che possiamo prevenire…una volta imparato anche a volerci bene (che è la base per delle scelte vincenti)…vorrà dire che impareremo anche dall’errore fatto. Persino Giorgia, pur avendo avuto una storia davvero difficile, ci racconta che alla fine ha imparato a smettere di chiedersi “e se…e se…?” E a mettere energia là dove può ancora cambiare le cose: il presente. E nel presente di ogni giorno ha deciso di aiutare gli altri, e per non sprecare altro tempo prezioso, “fare di ogni momento della sua vita un capolavoro”.

Grazie Giorgia! E voi che ne pensate?

C.C.


Volando verso un magico capodanno…

Pronti per il tanto atteso capodanno? Immagino avrete già le vostre mutande rosse sgargianti (che come tutti sanno portano fortuna) e il vostro pacco da mezzo chilo di lenticchie, che in tempo di crisi non possono certo mancare… O no? O forse siamo un po’ troppo in là con i tempi per queste vecchie tradizioni… figuriamoci che influenza potrebbe avere un piatto di lenticchie sul nostro conto in banca.

Peggio della vecchia storia di Babbo Natale: questo vecchietto barbuto che vaga con la slitta e in una notte cala dai camini di mezzo mondo (senza per altro sporcarsi mai la barba e il vestito rosso) e porta a tutti i regali desiderati. Non ci credono più neanche i bambini!! Dai tre anni in su sono abbastanza scafati da iniziare a fare gli occhi dolci davanti alle pubblicità del nuovissimo modello lego star wars (o minipony alato che fa il doppio salto mortale), ovviamente a papà e mamma. E ovviamente a partire dai primi di dicembre. Perché è con largo anticipo che vanno fatti partire i messaggi subliminali pro-regalo, e scommetto che anche voi lo sapete bene! Nessuno aspetta più la vigilia di Natale per scrivere la letterina a Babbo Natale… che il 24 tutti i negozi sono stati già svaligiati da orde di barbari inferociti. E chi non vorrebbe essere certo di trovare dei bei regali sotto l’albero? Già… l’albero di Natale.

Quello pare duro a morire. Ci piace tanto con tutte quelle lucine… e a pensarci bene anche Babbo Natale non smette di comparire a destra e sinistra, nei cartelloni pubblicitari, alla televisione, per steada. Diciamocelo continua a starci simpatico in fondo. Che dite teniamo per buone anche le lenticchie e le mutande rosse? In fondo un po’ di magia ci vuole… sennò che feste sono? Alla fine anche noi esseri umani dell’era tecnologica non possiamo fare a meno della magia ed è bello concedercela…almeno qualche giorno all’anno! E allora largo alle tradizioni, e se in Messico le cose vecchie si buttano nel fuoco, in Cina si pulisce casa per tre giorni, qui da noi si buttano i cocci dalla finestra. Sempre i soliti esagerati oh! Vabbeh, magari questa di tradizione teniamola a livello metaforico, che i cocci sono duretti se cadono in testa.

E allora eccoci, mancano solo due giorni: preparate il sacco dei cattivi pensieri da buttare, metteteci un pizzico di malinconia, gli errori dell’anno, le compagnie e le serate che non ci sono piaciute, e una manciata di vecchie delusioni. Chiudete con cura e preparatevi a buttarlo nel fuoco o dove vi pare perché dal primo gennaio si ricomincia, con un sacco pieno di nuove idee, sogni e magia (ma sì, teniamocela per tutto l’anno la magia che può davvero farci comodo per far crescere i nostri sogni!)

E mentre Babbo Natale e la Befana vanno a comprarsi le lenticchie, anche noi andiamo a riempire i nostri sacchi, per tuffarci carichi di sogni e speranze in un meraviglioso anno nuovo! Auguriiiii!

(Chiara Crocianelli)