Informabus Ancona

Estate anconetana

Sacha Moccheggiani No Comments

Dopo gli scorsi mesi difficili di lockdown finalmente da qualche tempo si può uscire, anche se con cautele e precauzioni. Non è facilissimo per gli esercenti, nè per i clienti rispettare le regole imposte dal governo per arginare il covid 19; se poi si litiga fino a venire alla mani, (e alle bottiglie anche…. solo perchè quella ragazza che ora sta con te prima stava con me, ed io ti guardo male, e tu mi guardi male…Litigare per le femmine, come gli animali, se poi l’alcol fa emergere la parte più bestiale… Come avrete capito stiamo parlando del fatto che nelle ultime settimane si sono verificate varie risse nella piazza principale della movida anconetana, piazza del Plebiscito.

Se si hanno tante energie da sfogare, dovute anche allo stress accumulato nei mesi scorsi, una bella giornata di mare è consigliata; oppure se non si è appagati e si vuole uscire, forse la sera meglio godersi una tranquilla serata all’aperto in compagnia, senza esagerare e non diventare molesti. Oppure è auspicabile approfittare del fatto che, quando ormai qualcuno pronosticava un’estate di lockdown, sono riprese anche tanti interessanti eventi come cinema all’aperto, concerti di vari generi musicali, teatro, incontri culturali… Insomma le possibilità per stare bene sono tante…Se volete ne parliamo una delle prossime sere nei pressi del camper dell’unità di strada Informabus!

Dipendenze tecnologiche ai tempi dei Coronavirus

Sacha Moccheggiani No Comments

Il fatto di dover stare a casa praticamente tutto il giorno per contenere il contagio potrebbe avere non poche ripercussioni sul nostro stato emotivo e psicologico. Se la carenza degli stimoli del mondo esterno di cui dobbiamo fare a meno possono essere almeno in parte compensati dalle nostre attività suil web, d’altro canto queste possono dar luogo a vari problemi.
Con lo smart working o ancor di più con la completa sospensione del lavoro o delle normale attività, i confini e i ritmi delle attività quotidiane si sono fatti più fluidi con la conseguenza di una possibile sregolazione degli equilibri abituali; ciò può comportare un disordine nei ritmi della giornata ed un accumulo di tensioni che soprattutto di notte possono emergere con prepotenza. La sedentarietà può portare ad un surplus di energie che si traducono in tensione fisica e mentale, particolarmente accentuate in persone predisposte all’ansia o tendenti a comportamenti compulsivi.
Probabilmente in questo modo si possono spiegare dati come il picco di quasi il 50% in più rispetto al normale di visite a siti pornografici come Porn Hub. Inoltre alcuni portali del porno stanno offrendo abbonamenti gratuiti in queste settimane di quarantena. Il pericolo è quello di fuggire dalla prigione della solitudine per entrare in quella della dipendenza tecnologica o da pornografia. La pornodipendenza può portare al progressivo disinteresse verso la sessualità con il partner, la chiusura e l’isolamento. Per single e coppie non conviventi una delle conseguenze della odierna situazione di isolamento è l’astinenza dai rapporti sessuali.    A questo si può ovviare grazie alle moderne frontiere della sessualità in remoto come il sexting e le videochat. Qui le necessarie precauzioni riguardano la tutela della privacy e l’anonimato per prevenire il rischio di fenomeni di Cyberbullismo e Revenge-Porn basati sulla diffusione non consensuale di immagini intime.

In queste settimane la maggior parte delle persone è a rischio di dipendenza dai social e dall’Information-Overload, ossia la ricerca compulsiva di informazioni on-line. Questa pratica può essere particolarmente insidiosa generando confusione e ulteriore ansietà sui temi relativi al contagio da Coronavirus Covid-19 ma anche su allarmi e previsioni riguardanti le conseguenze sociali e politiche future. A queste paure del futuro sono collegate dipendenze come quella dal gioco online che potrebbe essere stimolato dall’illusione di guadagni alternativi in un momento in cui l’economia di molti è ferma o in remissione. Invece la chiusura di esercizi commerciali e la percezione di maggior difficoltà di reperire determinati prodotti potrebbe amplificare la tendenza allo shopping compulsivo online che insieme al gioco rischia di mettere ulteriormente in crisi le finanze di queste persone.

Tutto quanto descritto finora rientra nella cosiddettta internet addiction che comprende tra i suoi sintomi la perdita del senso del tempo online, il progressivo impoverimento dell’impegno riposto in altri interessi e attività, l’iniziale euforia a cui segue il senso di colpa per l’eccessivo utilizzo della rete, la chiusura e l’isolamento rispetto alla famiglia e agli amici. Insomma in questo periodo si tratterebbe di un isolamento nell’isolamento.

Per evitare di incorrere in questi problemi si può stabilire e  monitorare il tempo passato on line e definito un budget di spesa per e-commerce e giochi a pagamento.et ragionato per spese da effettuare su siti di e-commerce e giochi a pagamento. Per evitare di venire travolti dall’information-overload è bene riferirsi esclusivamente a fonti informative ufficiali e autorevoli. Gli psicoterapeuti consigliano anche di mantenere interazioni sociali attraverso conversazioni telefoniche e non solo chat testuali; per staccarsi e compensare il tempo speso davanti allo schermo è provvedere a una routine di esercizi fisici e possibilmente tecniche di rilassamento e pratiche meditative.Per fronteggiare l’eccessivo utilizzo di pornografia che può portare ad una overdose di immagini e stimoli visivi con conseguente perdita di contatti con la sessualità reale i sessuologi consigliano di alternare la lettura di racconti erotici per un’eterogeneità di stimoli.                                                                  Se l’autoerotismo può ricoprire un’utile funzione sensuale e distensiva, può però assumere carattere compulsivo se utilizzata per sedare un ricorrente stato di inquietudine e ansietà. In quest’ultimo caso è opportuno elaborare e affrontare i motivi del proprio stato d’animo individuando strategie più mirate per la gestione dell’ansia.

Se si pensa di avere un problema non bisogna vergognarsi ma sentirsi orgogliosi di provare a star meglio; non c’è assolutamente niente di male a chiedere aiuto ad uno psicoterapeuta per affrontare in modo efficace la situazione. In questo periodo molti professionisti stanno offrendo servizi in videoconferenza per garantire supporto durante l’emergenza. Restare a casa corrisponde a una responsabilità sociale oltre ad assumere un valore protettivo verso se stessi. Associarvi una particolare cura del proprio benessere fisico e psicologico garantisce un atteggiamento attivo e positivo.

Le dipendenze tecnologiche ai tempi dei coronavirus

Sacha Moccheggiani No Comments

Il fatto di dover stare a casa praticamente tutto il giorno per contenere il contagio potrebbe avere non poche ripercussioni sul nostro stato emotivo e psicologico. Se la carenza degli stimoli del mondo esterno di cui dobbiamo fare a meno possono essere almeno in parte compensati dalle nostre attività suil web, d’altro canto queste possono dar luogo a vari problemi.
Con lo smart working o ancor di più con la completa sospensione del lavoro o delle normale attività, i confini e i ritmi delle attività quotidiane si sono fatti più fluidi con la conseguenza di una possibile sregolazione degli equilibri abituali; ciò può comportare un disordine nei ritmi della giornata ed un accumulo di tensioni che soprattutto di notte possono emergere con prepotenza. La sedentarietà può portare ad un surplus di energie che si traducono in tensione fisica e mentale, particolarmente accentuate in persone predisposte all’ansia o tendenti a comportamenti compulsivi.
Probabilmente in questo modo si possono spiegare dati come il picco di quasi il 50% in più rispetto al normale di visite a siti pornografici come Porn Hub. Inoltre alcuni portali del porno stanno offrendo abbonamenti gratuiti in queste settimane di quarantena. Il pericolo è quello di fuggire dalla prigione della solitudine per entrare in quella della dipendenza tecnologica o da pornografia. La pornodipendenza può portare al progressivo disinteresse verso la sessualità con il partner, la chiusura e l’isolamento. Per single e coppie non conviventi una delle conseguenze della odierna situazione di isolamento è l’astinenza dai rapporti sessuali.    A questo si può ovviare grazie alle moderne frontiere della sessualità in remoto come il sexting e le videochat. Qui le necessarie precauzioni riguardano la tutela della privacy e l’anonimato per prevenire il rischio di fenomeni di Cyberbullismo e Revenge-Porn basati sulla diffusione non consensuale di immagini intime.

In queste settimane la maggior parte delle persone è a rischio di dipendenza dai social e dall’Information-Overload, ossia la ricerca compulsiva di informazioni on-line. Questa pratica può essere particolarmente insidiosa generando confusione e ulteriore ansietà sui temi relativi al contagio da Coronavirus Covid-19 ma anche su allarmi e previsioni riguardanti le conseguenze sociali e politiche future. A queste paure del futuro sono collegate dipendenze come quella dal gioco online che potrebbe essere stimolato dall’illusione di guadagni alternativi in un momento in cui l’economia di molti è ferma o in remissione. Invece la chiusura di esercizi commerciali e la percezione di maggior difficoltà di reperire determinati prodotti potrebbe amplificare la tendenza allo shopping compulsivo online che insieme al gioco rischia di mettere ulteriormente in crisi le finanze di queste persone.

Tutto quanto descritto finora rientra nella cosiddettta internet addiction che comprende tra i suoi sintomi la perdita del senso del tempo online, il progressivo impoverimento dell’impegno riposto in altri interessi e attività, l’iniziale euforia a cui segue il senso di colpa per l’eccessivo utilizzo della rete, la chiusura e l’isolamento rispetto alla famiglia e agli amici. Insomma in questo periodo si tratterebbe di un isolamento nell’isolamento.

Per evitare di incorrere in questi problemi si può stabilire e  monitorare il tempo passato on line e definito un budget di spesa per e-commerce e giochi a pagamento.et ragionato per spese da effettuare su siti di e-commerce e giochi a pagamento. Per evitare di venire travolti dall’information-overload è bene riferirsi esclusivamente a fonti informative ufficiali e autorevoli. Gli psicoterapeuti consigliano anche di mantenere interazioni sociali attraverso conversazioni telefoniche e non solo chat testuali; per staccarsi e compensare il tempo speso davanti allo schermo è provvedere a una routine di esercizi fisici e possibilmente tecniche di rilassamento e pratiche meditative. Per fronteggiare l’eccessivo utilizzo di pornografia che può portare ad una overdose di immagini e stimoli visivi con conseguente perdita di contatti con la sessualità reale i sessuologi consigliano di alternare la lettura di racconti erotici per un’eterogeneità di stimoli.                                                                  Se l’autoerotismo può ricoprire un’utile funzione sensuale e distensiva, può però assumere carattere compulsivo se utilizzata per sedare un ricorrente stato di inquietudine e ansietà. In quest’ultimo caso è opportuno elaborare e affrontare i motivi del proprio stato d’animo individuando strategie più mirate per la gestione dell’ansia.

Se si pensa di avere un problema non bisogna vergognarsi ma sentirsi orgogliosi di provare a star meglio; non c’è assolutamente niente di male a chiedere aiuto ad uno psicoterapeuta per affrontare in modo efficace la situazione. In questo periodo molti professionisti stanno offrendo servizi in videoconferenza per garantire supporto durante l’emergenza. Restare a casa corrisponde a una responsabilità sociale oltre ad assumere un valore protettivo verso se stessi. Associarvi una particolare cura del proprio benessere fisico e psicologico garantisce un atteggiamento attivo e positivo.

Le dipendenze al tempo dei coronavirus

Sacha Moccheggiani No Comments

Queste settimane di isolamento e segregazione forzata a casa sono difficili per tutti, ma per alcuni anche di più; pensate per esempio a chi ha problemi di dipendenza. Non importa se a mancare è un sentimento, una persona oppure una sostanza. Il risultato, in gradi differenti, sarà sempre lo stesso: malessere, tanto malessere. È questo il prezzo da pagare. Il prezzo più alto però sarà quello che pagherà chi non riesce a fare a meno di sostanze illegali e gioco d’azzardo. A differenza di chi può comprare alcol al supermercato, o a chi gioca d’azzardo on line, chi invece è schiavo di droghe illecite e di bingo, gratta e vinci, slot machine si trova in grande difficoltà. Con le limitazioni agli spostamenti, le sostanze illegali potrebbero col tempo diventare difficili da reperire: ciò può creare un corto circuito in chi non riesce a smettere di fare uso di droghe illecite. Essere a secco, in questi giorni blindati, per chi ha una dipendenza rilevante può risultare più drammatico dell’essere contagiati. Molte le persone denunciate perché uscite per procurarsi droga: una condizione che non viene considerata uno stato di necessità autocertificabile per gli spostamenti.

I consumatori di droga, in Italia, sono milioni, e per molti sarà difficile interrompere i propri consumi, rinunciare alla compagnia della propria sostanza, soprattutto in questi giorni tesi e carichi di paure. Il rischio è che si passi alla dipendenza di altre sostanze legali come l’alcol o i farmaci, che possono essere più facilmente reperibili, oppure che si alimenti il traffico di droghe tramite l’e-commerc. Si potrebbe provare a ridurre i consumi, perché nel caso ci si dovesse trovare in astinenza forzata, questa possa essere meno dolorosa possibile, ma in una situazione di solitudine ed ansia acuite ciò non è per niente facile. Costretti a rimanere in casa risulta più difficile fuggire dai propri fantasmi. 

Questo momento di clausura forzata può essere però l’occasione per prendere in mano la propria vita. Non è un caso che molti istituti per la cura delle dipendenze in questi giorni stanno ricevendo tante telefonate. Molti chiamano per dipendenze da eroina e cocaina, altri per quelle gioco d’azzardo e porno on line. Dietro l’anonimato della terapia on line può essere più facile mettere a nudo le proprie debolezze e chiedere aiuto. Infatti nella nostra società chi è affetto da queste patologie è ancora stigmatizzato, quindi tende a nascondersi e a non affrontare il problema, quando si rende conto, e accetta di avere un problema. Anche il fatto di parlare ad un terapeuta dalla propria abitazione aiuta le persone a sentirsi più protette e quindi più forti e disposte a prendere in mano la propria esistenza.  Magari persone che non avrebbero mai deciso di chiedere aiuto in tempi normali, durante il coronavirus, proprio a causa della reclusione forzata, hanno pensato di dare provare ad uscire dalla propria dipendenza. Non tutti i mali vengono per nuocere.

Apprendere l’arte di amare

Sacha Moccheggiani one comments

In questi giorni in cui dobbiamo stare a casa si può cogliere l’occasione per coltivare varie passioni, come ad esempio la lettura: leggendo il libro dello psicanalista Erich Fromm “L’arte d’amare” ho trovato degli spunti interessanti per affrontare al meglio la vita in generale, ma questi giorni difficili in particolare. Nonostante il libro fu scritto nel 1956 penso che possa essere ancora utile oggi poichè parla (tra le altre cose) di temi cari all’Informabus: solitudine, alcol droghe, sesso, amore!                                 Mi limiterò a parlarvi della prima parte del libro, quella più adatta alla prospettiva del servizio Informabus

L’autore sostiene che la consapevolezza dell’essere umano della propria individualità, di sè stesso come entità separata, la consapevolezza della propria vita breve, l’impotenza di fronte alle forze della natura (come ad esempio il covid 19), e della società gli rendono insopportabile l’esistenza.
L’uomo diventerebbe pazzo, se non riuscisse a rompere l’isolamento, a unirsi agli altri uomini, al mondo esterno; pensate come staremmo in questi giorni, soprattutto chi abita da solo, se non avessimo modo di comunicare con i nostri amici ed i nostri cari.
In ogni eta’ e civiltà però l’essere umano è messo di fronte alla soluzione dell’eterno problema di come superare la separazione dall’altro.

Secondo Fromm il primo modo utilizzato dall’essere umano è la sessualità: entro certi limiti, è un modo naturale e normale di superare la separazione, e una soluzione parziale alla soluzione dell’isolamento…ma l’atto sessuale, senza amore, non riempe mai il baratro che divide due creature umane, se non in modo momentaneo. Nella nostra società l’individuo tenta di fuggire all’isolamento rifugiandosi nell’alcol e nelle altre droghe (usate anche in passato durante riti collettivi comunque finalizzati allo sperimentare una fusione col mondo), ma si sente ancora più solo quando è finito lo sballo; di conseguenza egli è spinto a ricorrere alla sostanza con sempre maggior frequenza ed intensità.

La soluzione più frequente scelta dall’uomo nel passato e nel presente però è l’unione col gruppo, il condividerne costumi, usi, pratiche e credenze; se io sono come gli altri non posso avere la sensazione di essere diverso. Sono salvo: salvo dal terrore della solitudine. Durante l’adolescenza, ma non solo, questa volontà di con-fondersi con il gruppo è particolarmente forte. 

Un terzo modo per raggiungere l’unione è l’attività creativa, sia quella dell’artista che quella dell’artigiano; in essa l’uomo si fonde con la propria materia, che rappresenta il mondo che la circonda, dunque si fonde col mondo. 

Queste tre soluzioni forniscono una risposta solo parziale al problema della solitudine; l’unità raggiunta con il sesso e droghe sono fittizie, quella ottenuta con il conformismo  è solo una parvenza di unione, mentre quella conquistata con l’attività creativa non è interpersonale.

La soluzione completa sta nel raggiungere l’unione interpersonale, nella fusione con un’altra persona, nell’amore; Il desiderio di fusione interpersonale è la passione più antica, la forza che tiene unita la razza umana. Bisogna però distinguere tra amore come la matura soluzione al problema dell’esistenza e quelle forme incomplete di amore che Fromm chiama unioni simbiotiche, in cui le due persone hanno bisogno l’una dell’altra. In contrasto con l’unione simbiotica, l’amore maturo è unione  a condizione di preservare la propria integrità, la propria individualità: nell’amore due esseri diventano uno, ma restano due.  L’amore è un sentimento attivo dell’uomo, una  conquista; amore è soprattutto dare, che non significa cedere, privarsi di qualcosa, sacrificare. Dare è la più alta espressione di potenza. Nello stesso atto di dare, io provo la mia forza, la mia ricchezza. Dare dà più gioia che ricevere perchè in quell’atto ci sentiamo vivi. La sfera più importante del dare non è quella delle cose materiali, ma sta nel regno umano. Una persona dà all’altra sè stessa, ciò che possiede di più prezioso, dà una parte della sua vita, ciò che ha di più vivo in sè: la propria gioia, il proprio interesse, il proprio umorismo, la propria tristezza…                                                                                                          Nel dare con generosità non si può evitare di ricevere ciò che viene dato di ritorno. Dare significa fare anche dell’altra persona un essere che dà, ed entrambi dividono la gioia di sentirsi vivi. Nell’atto di dare nasce qualcosa, e un senso di mutua gratitudine per la vita che è nata in loro unisce entrambe. L’amore è una forza che produce amore. Aldilà dell’elemento del dare, il carattere attivo dell’amore diviene evidente nel fatto che si fonda sempre su certi elementi comuni a tutte le forme di amore: la premura, la responsabilità, il rispetto e la conoscenza. L’amore non è un sentimento al quale ci si possa abbandonare senza aver raggiunto un alto livello di maturità. Come tutte le altri arti, anche quella dell’amore richiede prima di tutto profonda conoscenza, rispetto ed interesse, responsabilità e massima attenzione; è un lungo percorso quello attraverso il quale si può apprendere l’arte d’amare.

In questo periodo di reclusione possiamo riflettere su questi concetti, e provare a metterli in pratica con i familiari, ma anche con amici e fidanzate/i via telefono e via social, aspettando il giorno in cui potremmo tornare ad uscire liberamente ed incontrarli.

Che fare tutto sto tempo a casa? Giochiamo a Pandemia?

Sacha Moccheggiani one comments

In questi giorni difficili, in cui dobbiamo stare a casa praticamente tutto il tempo, possiamo cogliere l’occasione per fare cose che non abbiamo tempo di fare solitamente, o a cui non riusciamo a dedicare tutto il tempo che vorremmo: leggere, disegnare, scrivere, suonare uno strumento, fare ginnastica, yoga, meditazione, vedere film serie tv e tante altre cose, tra cui riscoprire il piacere dei giochi da tavolo.
Nell’era dei video games e dei giochi on-line, che possono anche essere fonte di dipendenza (le cosiddette dipendenze tecnologiche) vi proponiamo i vecchi e genuini, sani giochi da tavolo.
Proprio quest’ultima idea ci dà lo spunto per consigliarvi un qualcosa di particolare e istruttivo da fare. Perché il gioco da tavolo può anche essere una cosa seria; negli ultimi anni infatti sono entrati in scena sul mercato giochi da tavolo più impegnati, calati ognuno in un’ambientazione ben definita e con meccaniche di gioco ben strutturate. Tra questi, vi proponiamo il gioco da tavolo Pandemia. Avete capito bene, un gioco sulle pandemie e le malattie, funziona così: la plancia di gioco raffigura il mondo, scosso da quattro malattie potenzialmente letali, ognuna delle quali imperversa in una specifica zona della Terra. Ogni giocatore (da 2 a 4) riveste i panni di uno dei cinque ruoli possibili, tra responsabile trasporti, medico, scienziato, ricercatore ed esperto delle operazioni. Insieme si dovrà collaborare per trovare la cura a ogni malattia e debellarla.  

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Ma parliamo un po’ del gioco in sè. Lo scopo è quello di trovare tutte e quattro le cure alle malattie (rossa, gialla, nera e blu). Per farlo, il giocatore deve avere in mano 5 carte città dello stesso colore della malattia che vuole curare e recarsi in una stazione di ricerca. Ogni giocatore, però, può eseguire fino ad un massimo di quattro azioni e alla fine di ogni turno si dovranno pescare 2 carte dal mazzo giocatore ed un numero di carte variabile dal mazzo contaminazione. Ogni carta contaminazione indica in quale città posizionare 1 cubetto malattia. Se, pescando le carte giocatore, trovate una carta epidemia, dovrete posizionare 3 cubetti malattia in una città. Se in quella città fossero già presenti altri cubetti, si arriva a un focolaio, posizionando un cubo malattia di quel colore in ogni città collegata alla città di partenza. Come avrete capito, è una corsa contro il tempo: servono 5 carte città dello stesso colore per trovare la cura alla malattia. Riuscirete a vincere?

Ve lo avevamo detto, i giochi da tavolo sono una cosa seria. Calarsi nei panni di medici, scienziati e ricercatori, anche solo per gioco, può far rendere l’idea di quanto complessi, importanti e soddisfacenti siano questi lavori e di quanto oggi medici e professionisti italiani stiano faticando per combattere il Coronavirus Covid-19. Per questo, il gioco Pandemia non è molto consigliato per i bambini, meglio per i ragazzi ma anche per gli adulti. Una cosa è certa: dopo aver giocato, sia che abbiate vinto sia che abbiate perso, troverete un motivo in più per stare a casa e seguire le direttive sanitarie, garantito.

block o black friday?

Sacha Moccheggiani No Comments

Cambia solo una lettera, ma aderire ad uno o a l’altro, cambia eccome!  Sono passate circa 3 settimane da quel venerdi in cui siamo stati bombardati da pubblicità di sconti che a volte in realtà si estendevano non solo per un giorno, bensi per una settimana intera, ed anche oltre. Questo era il black friday, moda importata dagli Usa che porta i suoi seguaci più estremi a passare le notti precedenti alle mattine in cui iniziano gli sconti davanti agli ingressi dei centri commerciali; tutto pur di non lasciarsi sfuggire i prodotti tanto desiderati. 

 

Sui social network invece alcuni proponevano un venerdi alternativo a quello del consumo, anzi, opposto. Si, perche’ consumo di oggetti, significa anche incremento di rifiuti, e quelli tecnologi sono estremamente inquinanti ed impattanti sull’ambiente che ci ospita. Il block friday ha visto scendere in piazza in molte città europee i giovani che da più di un anno protestano contro l’emergenza climatica, questa volta contro il consumismo. Tu da che parte stai?

Corpi modificati

Sacha Moccheggiani No Comments

Quante persone conoscete che hanno piercing, tatuaggi?
Che si sono sottoposte ad interventi di chirurgia plastica (senza motivazioni mediche) o che praticano body building? Tutte sono accomunate dal bisogno di modificare il proprio corpo.

Fino a qualche anno fa si trattava di pratiche riservate a poche persone, spesso appartenenti a culture sotterranee, ora invece sono molto più diffuse. Anche se meno frequenti, si stanno diffondendo anche attività più estreme come scarificazioni, impianti di canini vampireschi , impianti sottocutanei, tatuaggio della sclera (parte bianca del bulbo oculare), biforcazione della lingua etc…

Che tempi….dirà qualcuno, ma in realtà le prime tracce di queste usanza risalgono risalgono a più di 11500 anni fa e le finalità erano marcare riti di passaggio all’età adulta, o per indicare appartenenza ad un gruppo; se ci pensiamo bene anche oggi a volte le motivazioni sono le stesse. Non è forse per assomigliare a qualcuno o per differenziarsi da qualcun altro che si effettuano queste pratiche? In questo caso sembra trattarsi di una spinta esterna che conduce la persona alla modificazione corporea. Sembra di tornare ai riti di passaggio tipici delle società tribali, osserverebbe un antropologo…

Altre volte invece sembra che l‘impulso venga dall’interno; può trattarsi di un modo per ricordare, incorporare, una storia o un particolare evento. In altre occasioni qualcuno utilizza una di queste consuetudini per superare una fase difficile, affronta la sofferenza con la sofferenza. La soglia è labile tra questo atteggiamento e chi modifica il proprio corpo per esprimere un disagio (che a volte sfocia in comportamenti autolesionisti).

Ad ogni modo si tratta di una forma di espressione della propria identità ed individualità. Sono corpi che parlano, che esprimono tutto ciò che possono; opinioni, credenze, atteggiamenti, scelte, progetti emozioni che affiorano da sotto la pelle.

Secondo alcuni studiosi si modifica il proprio corpo per la difficoltà di rappresentare quello che si è vissuto e che spesso brucia ancora – le parole e i pensieri vengono rimpiazzati da azioni sul corpo e a volte contro il corpo. Voi che ne pensate? Sul camper Informabus si può parlare anche di questo; vi aspettiamo!

Incidenti e limiti

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In Italia gli ultimi 3 fine settimana sono stati tragici per quanto riguarda gli incidenti stradali notturni; 24 giovani sono morti e 47 sono rimasti feriti in 27 incidenti gravi. Ci eravamo illusi di esserci lasciati alle spalle questi episodi. Dopo l’abbassamento da 0,8 a 0,5 della soglia massima di alcolemia nel sangue nel 2001, dopo l’istituzione della patente a punti nel 2003 e le norme più restrittive su alcol e guida del 2010 (sopra l’1,5 g/l c’è la confisca del mezzo)  effettivamente la situazione era migliorata. Anche in seguito a campagne informative e  preventiva come quella che l’Unità di Strada Informabus ha svolto negli anni, oltre che a più numerosi controlli etilometrici che avevano portato al sequestro di tante patenti c’era una maggior attenzione alla guida responsabile.

Negli ultimi anni invece l’attenzione sul tema è scemata ed è comparso anche un nuovo rilevante fattore di rischio: l’uso del cellulare alla guida. Guidare stanchi, sballati, mentre si guarda il telefonino diventa veramente impegnativo ed estremamente pericoloso.. Oltre a questo sembra esserci anche un’ulteriore questione: il contrasto tra, da un lato la necessità di limiti di velocità, di alcolemia e dall’altro la contemporanea tendenza alla dissoluzione del concetto stesso di limite.  Siamo infatti in un’era in cui limiti spazio-temporali sembrano essere concetti quasi obsoleti, o comunque in divenire. Ad esempio, ormai da qualche anno a questa parte puoi parlare con una persona e vederla sullo schermo anche se abita dall’altra parte del pianeta, in tempo reale. Qualche decennio fa questa opportunità sarebbe apparsa impossibile, forse anche inimmaginabile.


La cultura promossa da molte pubblicità di telefonia ed altre tecnologie varie è quella del NO LIMITS, ma i limiti invece sono fondamentali per la vita. Magari vanno spostati, ma non spazzati via. I giovani si trovano tra questi 2 poli opposti; entrambi li chiamano a sè, uno da una parte, l’altro dall’altra, li tirano fino  rischiare di lacerarli. Lacerati proprio come i corpi devastati dagli incidenti stradali. L’Unità di Strada Informabus del Comune di Ancona da 15 anni ormai dialoga con i giovani anche su questi temi. Vi aspettiamo per continuare a confrontarci!

Teste alte

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Tempo di festività e tempo di vacanze. Giornate ricolme di cose da fare: regali, incontri con amici, partite a carte a casa di quello o di quell’altro, cene, pranzi, danze…uh mamma!
Per chi studia sono 2 settimane di stacco importanti, da investire in cose belle da condividere con i familiari e soprattutto con gli amici. C’è più tempo per poter stare insieme, per poter fare le cose con più calma. Una bella chiacchierata, che parte da un argomento e va a finire chissà dove. Che gusto. Questo è veramente salutare, godersi il tempo insieme, senza essere influenzati dall’orologio.
Magari lasciando anche un po’ a riposo il nostro fedele smartphone. Lasciarlo lì, in standby…avrà anche lui diritto ad un po’ di relax, no? Già, sarebbe bello riuscire a farne senza per un po’. Ormai guardiamo nei display ogni istante della giornata; notifica whatsapp, notifica facebook, notifica instagram, notifica sms (ormai in disuso), notifica snapchat…
Come si può stare inermi di fronte ad un’ esplosione di notifiche tra suoni e barre ricolme di icone? Non ce la facciamo perché ci sembra di perderci qualcosa, dobbiamo essere presenti, vivi virtualmente, con le dita pronte a digitare più caratteri possibili in poco tempo. L’attesa della risposta poi ora si è ridotta a pochi secondi. Qualcuno in più e già pensiamo “ma quanto ci mette?!”
E’ così, e per quanto se ne dica tutti ne siamo più o meno coinvolti. Allora come fare? E’ davvero troppo? Certo è che spesso si perdono tante cose a causa di un utilizzo esagerato dello smartphone: uno sguardo di una persona, un panorama, un sorriso ed è proprio un peccato perdersi queste cose.
Quindi compiti per le vacanze…gustarsi il tempo che si ha, TESTE ALTE e incrociare gli sguardi altrui. Siamo pronti a farlo? Dai poi ci raccontate come è andata quando salirete sul nostro camper!
Tanti auguri di buone Feste e occhio alle notifiche.. 🙂