Follemente…te stesso!

Follemente…te stesso!

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Una classica serata in piazza del Papa. Gente ai tavoli, gente agghindata all’ultima moda, in piedi ferma con l’immancabile sigaretta in mano, o seduta davanti ad un bicchiere. Ragazze e ragazzi che chiacchierano, sorridono. O si annoiano, con lo sguardo di chi pensa “eccoci qua, stessa piazza, stesse facce, stessa storia di ogni venerdì sera….” E poi ci sono quei tavoli che quando li guardi ti chiedi “oh, ma l’avranno teletrasportati qui dal divano e non se ne sono accorti..? “ Dev’essere così, perché non sembrano sapere di trovarsi ad un tavolo con altre persone, non notano il mondo circostante…lo sguardo fisso verso il basso, sotto il tavolo… devono essere senz’altro sotto ipnosi. Saranno stati gli alieni? Inizi a preoccuparti. E poi ti accorgi che sei il solito/la solita antiquato/a, peggio di Nonna Papera. Stanno semplicemente scorrendo le ultime news di faccialibro, o chiacchierando su whatsapp. Perché adesso funziona così, cavolo non lo sai? Non va più di moda chiacchierare faccia a faccia, fa molto più trendy la comunicazione via supermegaiphone. Che in effetti è così mega che ad usarlo come telefono sembra di parlare al citofono, quindi è chiaro che è stato concepito per chattare. Chiacchierate di mezz’ora senza neanche muovere il labiale, chi l’avrebbe mai detto solo una decina di anni fa. E con questa riflessione torni a sentirti Nonna Papera. E allora cerchi di inserirti nell’ambiente, ti accendi una sigaretta con fare assente, ordini un drink, chiacchieri con qualcuno, ma senza esagerare, ogni due o tre minuti ti assenti come da copione per controllare i messaggi che qualche amico lontano ti sta inviando. Bevi un po’, ma non troppo. Chiacchieri un po’, ma non troppo. Ti diverti un po’, ma decisamente non troppo. Sorridi, ti apri un po’, ti racconti, ancora decisamente non troppo. E finalmente ti rilassi e smetti di farti troppe domande: e che rottura se no, sempre a fà il bastian contrario, che vuoi di più dalla vita? In questo equilibrato (e un pochino noioso a dirla tutta) venerdì sera, ad un certo punto compaiono due figure inusuali: sono due anziani greci, vestiti in modo troppo inusuale. Iniziano a ballare una danza strana, con musica altrettanto strana. E ridono, fin troppo, sotto quei baffoni retrò. E mentre ballano si avvicinano, si abbracciano, saltellano, si divertono, decisamente troppo! Ecco, giusto quando ti eri adattato alla situazione e avevi smesso di farti domande. Un po’ come ieri, eri sulla strada per l’ufficio in una grigia mattinata lavorativa e compare il tizio al semaforo che balla più convinto di michael Jackson con in testa le cuffione da rapper. Come se  non esistesse nient’altro che la musica nelle sue orecchie. Come se nessuno lo stesse guardando chiedendosi perché dopo la brillante svolta della chiusura dei manicomi non c’è però nessuno a pensare a questi poveracci, o peggio, drogati. Lui però non si sente un poveraccio e neanche si droga. Neppure i due baffuti greci danzanti. Però se la ridono a crepapelle e si divertono un mondo. E allora improvvisamente butti la sigaretta, butti pure il drink e pure la giacca. E inizi a sballonzolare goffamente imitando quella danza strana che non conosci, tiri dentro qualche malcapitato e lo prendi sotto braccio anche se non l’hai mai visto, zompetti come un matto e soprattutto ridi, troppo, come quando ti viene il mal di pancia e ti manca il respiro. E che meraviglia, ora hai capito che non era la moda, non era la sobrietà, non era la piazza o la gente o l’Iphone o questa stupida città noiosa, solo quel maledetto giudice interno che continuava a impedirti di divertirti..troppo!! Evviva, che liberazione!!! Pensi mentre urli tra gli sguardi attoniti dei tuoi amici e ridi sguaiatamente e sgangheratamente. Che meraviglioso senso di libertà!!! E non hai neanche bevuto il tuo cocktail…A saperlo che la vita era così bella e facile yeaaahhhhh!!!!! yuppiii……. driiiiiiiiiiiin!!!!!!!! Come sarebbe a dire “driiiiin”??…che significa…oh no….La sveglia!!!!!!…. era un sogno, no… voglio tornare lì era troppo divertente….

Eppure, pensi, dipende solo da te. La libertà di essere follemente te stesso è lì dietro l’angolo…. e non ha bisogno di sostanze stupefacenti. Pensaci, per il prossimo venerdì sera….!!!!!

(Ogni riferimento a persone e fatti realmente accaduti, NON è del tutto casuale)

Chiara Crocianelli – operatrice Informabus

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